Panico

Visto che c’è, forse dovrei smettere di ignorarlo, di vergognarmene.

E’ una parte di me. Una parte piena di energia, tanta da scatenarmi sensazioni fortissime anche se purtroppo per niente piacevoli; devastante come un uragano, riesce a spazzare via le mie certezze e a terrorizzarmi mentre rido felice circondato da amici.

Questo mi blocca, mi impedisce di vivere la vita in maniera piena, e non c’è giorno che non pensi a quanto tempo sto sprecando, che non mi dica “domani morderò la vita”, “domani non avrò più paura”, “domani il mio cuore batterà come quello di tutti gli altri”.

E invece no. Ogni volta che sono sul punto di fare qualcosa di bello arriva il panico e mi blocca. E così niente più vacanze al mare, niente più viaggi all’estero, niente serate nelle città vicine…niente di niente. Calma piatta, almeno all’apparenza.

Eppure ci sono stati dei momenti in cui ho increspato la superficie dell’immobile acqua della mia vita, in cui ho cavalcato l’onda delle emozioni, riuscendo a convincermi che se anche mi fosse successo qualcosa di brutto…sarebbe successo mentre vivevo.

Quasi sempre questi periodi di “coraggio” li ho vissuti in concomitanza di un amore (pur se non ricambiato) o di un grosso cambiamento nella mia vita.

Nel primo caso, penso che la motivazione sia semplice: trovata la persona che m’ha fatto perdere la testa, tutto il resto mi sembrava superabile, o per lo meno VALEVA LA PENA affrontarlo e superarlo in vista della possibilità di stare accanto a chi mi emozionava. Per contro quando quest’amore veniva troncato, tutto ciò perdeva senso…come se per me la MIA felicità non fosse tanto importante da farmi combattere per ottenerla. Come se la MIA felicità avesse un senso solo se posso condividerla con qualcuno.

Nel secondo caso invece credo che il coraggio mi venisse dal rendermi conto che sono in grado di affrontare anche situazioni molto diverse da quelle con cui mi confronto giornalmente, nella mia “piccola realtà”, e questo senza dubbio generava una buona dose di euforia in me. Ma allora la soluzione potrebbe essere in un continuo cambiamento? Ogni tanto ci penso. Per esempio viaggiare senza meta, non avere una casa, abbandonare ogni legame, per smettere di avere paura di perderlo e per ricostruirlo più in là su basi meno fragili.

Ogni tanto sogno. Viaggio in Kenya, in Nepal, in Messico, in Islanda e mi vedo felice, dinamico. Ma poi mi accorgo che il solo entrare in un aereoporto, anzi, il solo raggiungerlo in macchina, riesce a farmi stare male.

E se il mio stare male fosse generato dalla rabbia di una parte di me che VUOLE che io prenda un aereo a caso e mi butti nella vita ad occhi chiusi? Una parte alla quale forse non do ascolto da troppo tempo…

Ogni tanto penso anche a questo…ma poi mi incarto, perché non riesco a spiegarmi perché questa parte di me dovrebbe arrabbiarsi, visto che è stata lei ad impedirmi di confrontarmi col mondo in maniera normale e di vivere come ho fatto fino ad una certa età.

Alle volte guardo la gente semplice, gente che non ha le basi per creare una frase di senso compiuto, gente che ha pochissime idee – che generalmente arrivano dal palinsesto pomeridiano della TV -, e mi meraviglio del fatto che questa gente riesca a vivere. Mi guardo dentro, e mi chiedo cos’ho io in meno di loro e con tutta la modestia che posso racimolare in me…non riesco a darmi una risposta. E allora perché questa gente non ha paura di affrontare situazioni da cui io mi faccio terrorizzare. O meglio…perché io mi faccio terrorizzare da situazioni banali?

Perché vorrei avere il controllo su tutto? Perché una parte di me non riesce ad accettare la possibilità di affrontare un imprevisto?

Pensare pensare pensare…tanto pensare e poco agire. Mi faccio schifo quando sono così inerte. Quando mi vedo lasciar scorrere via le mie capacità, la mia ironia, la mia forza, rimanendo fermo a guardare gli altri, con ammirazione. Tutti gli altri.

Mi sembrate tutti fantastici…tutti pieni di interessi, tutti coltissimi, capaci, vivaci, attivi, svegli, dinamici, vivi…

Ed io mi sento di non dare più niente a nessuno, di non trasmettere emozioni, di essere più di peso che di compagnia.

SO che non è così…ma non riesco a crederci.

Mi pare così insensato che uno di voi possa avere piacere nel passare del tempo con me. Quasi mi verrebbe da chiedervi scusa, quando mi concedete un po’ del vostro tempo.

Che scemo.

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14 Risposte to “Panico”

  1. chiara Says:

    Leggerti è stato leggere me.

  2. tita Says:

    Sai quale sarebbe uno dei miei desideri più grandi?

    Trovare una buona volta il coraggio di agire per AMORE di qualcosa, non soltanto per PAURA.

    Letto d’un fiato la tua “confessione”, e in certa misura, mi ci sono specchiata….

    un saluto 🙂

  3. Francesco Says:

    Mi hai quasi commosso. Sono le mie sensazioni,i miei pensieri. La paura di non essere all’altezza degli altri, la paura di non sopportare chi ti ama,e quindi ferirlo. La paura di guidare anche solo x 10min da solo. La paura di gioire di un momento in cui ti senti bene,perché speri che duri x sempre,ma sai k se stai pensando questo allora sta già finendo e non riesci a godertelo appieno. Il desiderio di tornare a quando tutto era spensierato. A quando eri “normale”.Perché sai che, in fondo, normale non lo 6 più. Eppure continuo a credere che un giorno mi svegliero da quest’incubo.Che lo faremo tutti. O, perlomeno, è quello k mi e vi auguro con tutto il cuore.

  4. manuela Says:

    Quanto darei ,come scrive francesco ,per potermi svegliare da questo incubo.. non darmi più una colpa sempre per tutto,non sentirmi sempre inferiore agli altri,non aver paura di intraprendere una storia per timore di far stare male qualcuno..(perche a me non va mai bene nessuno!)..non aver l ansia ad andare in macchina con il pensiero che debba succedere sempre qualcosa..non sentirmi sempre sotto osservazione dagli altri…sono stufa…auguro anche a voi di risollevarvi da questa maledetta situazione

  5. mic Says:

    L’ho letto solo adesso, troppo tardi perché ora ti conosco…
    E’ vero! Che scemo…. a me piace tanto stare con te!
    😛

  6. meihua Says:

    Michele, non ti conosco ancora, a parte qualche scambio di email ma spero di incontrarti presto.
    Molto coraggioso il volerti raccontare così semplicemente e serenamente, non hai pensato che forse già questo gesto è un grande atto di coraggio per affrontare quel panico di cui parli?

    Un abbraccio
    meihua

  7. manu Says:

    Mi ci sn specchiata tantissimo in te..sopratutto nella parte in cui dici “Mi sembrate tt fantastici, pieni d’interessi tt coltissimi, capaci, vivaci, attivi, svegli, diamici, vivi…”
    Un saluto Emanuela

  8. Segreto Says:

    ti ho trovato in internet per caso.. in questi termini è molto probabile trovare con il proprio malessere.

    si, come te sono un ragazzo 22enne normale. ma normale solo all’apparenza, VORREI essere normale. vorrei avere una vita “normale”, piena di interessi, di giornate a ridere e scherzare con gli amici in piazza, passeggiare per strada tenendosi la mano con la propria ragazza..

    e invece no. amici che mi stanno stretti, con cui sento di condividere sempre meno e un gigantesco complesso di “inferiorità” che mi fa vivere relazioni col sesso opposto con la sensazione di non trasmettere emozioni.

    non riesco a trasmettere emozioni, sentimenti grandiosi come l’amore.. ho questa mostruosa impressione che mi fa soffrire più di qualsiasi cosa. questo macigno che mi rende incapace di avviare una storia seria, ma solo capace di fredde battute di caccia in discoteca. zero sentimenti. vuoto totale.

    mi detesto, mi sento inutile.. non ho uno SCOPO, mi sento artificioso e distaccato.. sento che il mio scopo debba essere quello di ESSERE la persona più importante nella vita di un’altra persona, quella che potrebbe essere la mia ragazza.

    ma fino ad ora ho fallito, e ho l’impressione di fallire in futuro. l’impressione di passare inosservato, inutile. una macchietta.

    e idealizzo le altre persone.. le invidio, ma in senso buono. le ammiro.. vedo una coppia che si abbraccia in una panchina e mi ispirano tenerezza.
    vedo ragazzi e ragazze delle superiori alle fermate degli autobus o in stazione prendere i mezzi scolastici. e li idealizzo. idealizzo il loro mondo adolescenziale che a me è scivolato tra le dita.. è passato senza che me ne accorgessi. idealizzo le cotte scolastiche. idealizzo i ti amo e tvb scritti col bianchetto sulle panchine. idealizzo…
    io invece mi struggo il cuore sapendo di non poter mirare a niente di tutto ciò. cerco affetto ma mi è negato. Amore con la A maiuscola, ma niente…

    servirò a qualcosa? potrò trasmettere sensazioni? emozioni? calore umano? e riceverne? ho paura di essere completamente INUTILE. questo è il mio SCOPO. e se non lo adempio, io non ESISTO.

  9. miriam Says:

    è incredibile cm tu sia riuscito a spiegare tutto qst….ke poi è esattamente cm mi sto sentendo io in qst periodo…qnd dai fiducia ed affetto e poi ti accorgi ke l’hai buttato al vento…ke certe xsn nn meritano tutto qst….allora stai male…e ho paura…paura di xdere le unike xsn ke potranno mai capirmi…di sbagliare qualcosa…e non poterci fare più niente…

  10. FiDEL Says:

    che dire mi era venuta voglia di scrivere su google mi faccio schifo ed è uscito qst l ho letto tt d un fiato era quello che avevo dentro leggere il tuo racconto è stato per me come un senso di sfogo.grAZiE

  11. racchio Says:

    E’ un po’ che trascuro questo blog. La sezione panico però di tanto in tanto si anima con qualche commento. Fidel, il tuo commento m’ha messo di buonumore! Non pensavo d’essere indicizzato su google per un “mi faccio schifo”. Ad essere sincero nemmeno ricordavo d’averlo scritto (in effetti non è un “mi faccio schifo.” ma un “mi faccio schifo quando sono così inerte”, che è già più aderente a quel che penso di me).

    Sono felice che di tanto in tanto qualcuno capiti su questo post e riesca a vederci qualcosa di “suo”, anche se sarei più felice se nessuno di voi avesse dovuto fare la conoscenza del panico.

    Vorrei scrivere qualcosa a ciascuno di voi, anche se conoscendo la mia bradipicità mi porterò questo buon proposito nella tomba!, se non altro per dirvi di tenere duro.

    Non è facile, non lo è neanche per me. Ogni giorno mille dubbi, diecimila paure, centomila spettri e il terrore di ricadere giù. Però pian piano le conquiste arrivano. Da quando scrissi quel post sono cambiate molte cose. Molte altre sono rimaste, almeno nella loro apparenza, identiche, ma l’humus dove affondavano le loro radici è cambiato.

    Ho passato un anno molto bello. Forse uno dei primi anni VISSUTI dopo tanti anni di vuoto. Son successe cose belle e cose brutte. Ho riso e anche pianto. Sono stato anche molto male…ma c’ero, ero artefice dei miei giorni come non lo ero da troppo tempo. E il panico? Molto ridotto. Per molti mesi quando mi si proponeva una qualche uscita il mio pensiero non era più “quale scusa inventerò per rifiutare?” ma “come farò ad organizzarmi per andare?”. Adesso ho perso un po’ di carica e qualche rigurgito di panico si sta riaffacciando e probabilmente farà il suo corso, mi vivrò qualche momento di terrore…ma poi passerà tutto e lascerà il posto ad una serie di emozioni vive e forti.

    Mi aspettano sfide che ancora mi terrorizzano. Sfide che forse perderò, ma che almeno proverò a combattere. Ho molta più fiducia di farcela e spero che chiunque legga questo post ed viva in una situazione simile alla mia abbia presto modo di tornare a vivere come merita, accettando vittorie e sconfitte, lato a e lato b, accettando l’idea che non si puo’ essere sempre al top.

    Grazie a tutti voi che avete letto e commentato finora e grazie ai miei amici, senza la pazienza dei quali molti passi sarebbero stati rimandati a chissà quando.

    Sono fortunato.

  12. mari Says:

    vivo anche io questo incubo da 2 anni.
    e non riesco a superarlo in nessun modo, dopo il primo attacco la mia vita è cambiata non c’ è un giorno che mi sveglio e non penso “mi sto per sentire male e tutto il giorno scorre così” poi iniziano giramenti di testa formicolii sensazione di perdere il controllo vampate di calore brividi di freddo e i brutti pensieri di avere una grave malattia prendono il sopravvento”che inferno” come uscirne?
    questa non è vita, non riesco più a divertirmi a fare un viaggio in aereo a essere spensierata come ero prima di tutto questo.
    voglio riprendermi la mia vita ……………….
    se qualcuno c’è riuscito o conosce la strda per farlo mi aiuti
    grazie ciao

  13. Brian Says:

    strano rileggere per caso una persona con cui parlavo, forse in chat, milioni di anni fa e ancora più strano scoprire di condividere ‘quel’ qualcosa che ‘è meglio non dire’, che ‘non c’è nulla di cui dover parlare.’ Buon tutto Racchietto ^__^

    • racchio Says:

      Accipicchia, se sei chi penso sono davvero milioni di anni! Mi spiace che sia qualcosa come il panico ad accomunarci e non posso far altro che augurarti di uscirne presto, costi quel che costi!

      Detto ciò vado a spulciarmi il tuo blog, che son curioso!

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