Archive for the ‘Slices of life’ Category

Tutto l’amore che ho

dicembre 18, 2011

Questa mattina ho capito cosa c’era che mi piaceva in questa canzone e nel suo video estremamente naif, ed è qualcosa che solo chi ha vissuto una storia d’amore appagante può comprendere, probabilmente.

La prima fase del video, quella che precede lo scontro  racconta del momento in cui si è pronti a vivere un amore, in cui ci si aggira per una città desolata senza nemmeno troppe speranze di trovare quello che si cerca. Ma l’amore ti coglie di sorpresa, come l’autobus che travolge la macchina nel video, devia il tuo percorso di vita, ti ribalta, manda in frantumi le tue certezze.

E quando sei innamorato ogni difficoltà si affronta quasi con il sorriso: hai la forza di reagire a chi ti malmena, l’agilità di sfuggire ai lupi famelici, la prontezza di evitare ogni proiettile.

Quando poi l’amore finisce può lasciare ferite e successivamente cicatrici che possono fare male ma che sono niente rispetto all’intensa emozione che abbiamo vissuto. E’ bello fermarsi a guardare quelle ferite, ricordarsi la loro provenienza, quanto sia valsa la pena di procurarsele; e io ho la fortuna di poter dire che, almeno una volta nella mia vita, ho vissuto una storia d’amore travolgente, che lascerà per sempre dei segni indelebili in me e che influenzerà tutto il mio futuro.

E se anche questi segni solcano il mio volto e mi capiterà di vederli ogni giorno guardandomi allo specchio, che importa? Ne è valsa la pena fino all’ultimo minuto e quando un altro amore investirà la mia vita non potrò che godermi lo schianto attimo dopo attimo, lasciandomi trascinare via, fino a quando l’energia dell’impatto non sarà di nuovo esaurita e io mi ritroverò di nuovo ferito e sorridente, sdraiato in mezzo alla strada.

Grazie G., senza di te non sarei tornato ad essere me stesso.

Ulisse è salpato.

ottobre 27, 2011

Dopotutto Itaca è troppo piccola per un grande viaggiatore come Ulisse. Non solo Penelope ma persino le pietre lo ricorderanno e mai dimenticheranno di come egli fu in grado di scacciare i Proci e di riportare l’ordine sulla piccola isola.

Ma trattenere un avventuriero equivale ad ucciderlo e la morte nel cuore che Penelope prova mentre rilascia dal suo stretto abbraccio l’uomo che ha illuminato la sua vita vedendolo allontanarsi verso il mare aperto non sarà mai nulla in confronto al sentimento che potrebbe provare sapendo di privare il suo amato della libertà. L’imbarcazione è già all’orizzonte, lontana, fredda e Penelope si chiede se nel suo peregrinare Ulisse non decida un giorno di sostare ancora presso Itaca e incrociare di nuovo lo sguardo di colei che fu e forse sarà la persona che più lo amò fra tutte.

Nel frattempo, dismesso il telaio, Penelope si dedicherà all’isola che fu testimone del loro amore ed imparerà a governarla e la renderà splendente affinché la feccia dei mari sia atterrita dalla sua bellezza e solo prodi navigatori come l’Odisseo abbiano il coraggio di calare le ancore nel porto della petrosa Itaca.

Alive again!

marzo 27, 2011

Un po’ come il pianoforte che nessuno suonava da troppo tempo.

C’è qualcosa in questi giorni che torna a vivere. Sarà la primavera, sarà il sole finalmente caldo ma la primavera da sola non basta. Quella dello scorso anno non fu certo altrettanto capace di smuovermi. E quella di due anni fa altro non fu che il preludio ad uno squallido addio.

L’uomo giusto al momento giusto? Forse. Lo scopriremo. Intanto c’è che diventa sempre più grande questo sentimento. Non so dove mi porterà ma sento che sarà qualcosa di meraviglioso, qualcosa di vero dopo anni di bugie. Paura? Molta. Non essere all’altezza, i miei limiti, le mie insicurezze, la sua giovinezza che tutto può trasformare con crudele leggerezza. Ma ad ascoltare la paura non si vive, non ci si perde in quei due occhi luminosi, in quel sorriso che scioglie. Sento che vale la pena di rischiare e di lasciare i freni che mi sono imposto.

Sia quel che deve essere, di me, di lui e magari forse di noi, persino la sofferenza è preferibile all’apatìa che mi ha dominato fino a poco tempo fa.

Murphy e le trasmissioni di dati.

settembre 8, 2009

Se l’ADSL non funziona, anche la connessione dati del cellulare avrà problemi e non si potrà chiamare l’assistenza tecnica perché il telefono si romperà. Questa è la legge di Murphy che mi sento di aggiungere alla liste di quelle preesistenti, dopo quanto mi è successo ieri…

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TIM e Il mistero del debito sulle prepagate.

maggio 20, 2008

Recentemente m’è capitato un fatto davvero curioso: ho scoperto che le schede prepagate dei cellulari possono generare debito!

Anni fa, quando le prepagate furono messe in commercio, ritenni che fossero un’ottima alternativa ai contratti. Il concetto basilare della PREpagata è che PRIMA di poter effettuare una chiamata, l’utente è tenuto a versare una certa quota al gestore di telefonia mobile e in cambio di quella quota il gestore si impegna a fornire servizi equivalenti. A differenza dell’abbonamento, la prepagata ha un grande pregio per chi non coltiva gli euro nell’orto di casa: l’utente sa quanto potrà spendere prima ancora di chiamare. Se l’utente ricarica di 10 euro potrà spendere al massimo 10 euro, dopodiché le conversazioni verranno terminate e l’utente sarà costretto a ricaricare…o a farsi richiamare!

E invece no!

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Protetto: Bozza di lettera di protesta

aprile 26, 2007

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Fare la figura del maniaco.

settembre 7, 2006

Serata splendida, Sabato. Circondato da amici e non solo. Tante persone che purtroppo non frequento spesso quanto vorrei. E come al solito, con le persone con cui c’è sintonia, un attimo dopo essersi rivisti, è come se non fosse passato tutto questo tempo!

Ad un certo punto decido di raccontare a Teresa il motivo della mia euforia, legata a qualcosa di molto importante che ero riuscito a realizzare e che porterà dei grossi cambiamenti positivi nella mia vita e nel mio modo di relazionarmi con gli altri.

Non ci vuole molto prima che scatti un bell’abbraccio. Mi stringe ed è bello! Nel frattempo io ero seduto su una panchina, con le mani poggiate più o meno all’altezza del pube. Sento qualcosa di freddo muoversi sotto una delle mie mani. All’inizio faccio finta di niente, poi però la curiosità è troppa. Tolgo le mani e c’era un qualche coleottero che s’era invaghito della mia patta e che stava cercando di accasarvisi.

La scena che s’è presentata agli occhi della gente che ci circondava è stata questa: Io e Teresa che ci abbracciamo teneramente, io che mostro qualcosa a Teresa, all’altezza del pacco, e Teresa che si alza, si allontana e mi guarda atterrita urlando “che schifo”! 😀

Ovviamente parlava dell’insetto.

Vero Terè?

Protetto: Di quanto è successo la scorsa settimana.

settembre 5, 2006

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