Archive for the ‘Pensiero Positivo’ Category

Se per caso…

dicembre 31, 2011

Se per caso il dio del tempo mi portasse indietro di un anno, proprio ora, cosa farei? Troppo abituato ai rimpianti normalmente avrei risposto che mi sarei adoperato per cambiare mille eventi, cercando di viverli in modo migliore, e invece.

Invece.

Questo 2011 lo rivivrei esattamente come l’ho vissuto. E’ stato pieno, emozionante, intenso, utile. Sono cresciuto, migliorato, ho vissuto emozioni forti come quelle che solo gli adolescenti sono soliti provare e al contempo mi sono accorto di quanto, pur mantenendomi “bimbo” nella curiosità e nell’emotività sto diventando uomo nell’interagire con il mondo che mi circonda. Lo devo ai 32 anni che hanno preceduto questo 2011, lo devo a chi mi ha voluto bene e anche a chi non me ne ha voluto. Ora sono qui, quasi pronto a “gettarmi nelle danze” ad una festa di capodanno e penso con immensa gioia a quello che l’anno che sta per finire mi ha regalato. Sono anche contento per alcune delle cose (e delle persone) che quest’anno sono sparite dalla mia vita. Era decisamente ora. E a chi mi augura un 2012 migliore dell’anno attuale mi viene da chiedere se sia davvero possibile, se me lo merito. Probabilmente si: è possibile e me lo merito. Per ora lo accolgo a braccia aperte, con tutto quello che porterà. Sperando che sia ricco di altrettante emozioni ed altrettanti ricordi dell’anno che sto per salutare.

Non farò ringraziamenti specifici, perché chi mi conosce, chi ha condiviso quest’anno o parte di esso con me sa benissimo quanto gli/le devo, quindi GRAZIE a tutti voi che sapete! Grazie di cuore perché senza di voi probabilmente non sarei così felice e ancor più importante, non avrei ritrovato me stesso con la facilità con cui sono riuscito a farlo grazie a voi.

E prima che gli occhi diventino lucidi vi abbraccio virtualmente, sperando di stringervi uno ad uno molto presto!

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Tutto l’amore che ho

dicembre 18, 2011

Questa mattina ho capito cosa c’era che mi piaceva in questa canzone e nel suo video estremamente naif, ed è qualcosa che solo chi ha vissuto una storia d’amore appagante può comprendere, probabilmente.

La prima fase del video, quella che precede lo scontro  racconta del momento in cui si è pronti a vivere un amore, in cui ci si aggira per una città desolata senza nemmeno troppe speranze di trovare quello che si cerca. Ma l’amore ti coglie di sorpresa, come l’autobus che travolge la macchina nel video, devia il tuo percorso di vita, ti ribalta, manda in frantumi le tue certezze.

E quando sei innamorato ogni difficoltà si affronta quasi con il sorriso: hai la forza di reagire a chi ti malmena, l’agilità di sfuggire ai lupi famelici, la prontezza di evitare ogni proiettile.

Quando poi l’amore finisce può lasciare ferite e successivamente cicatrici che possono fare male ma che sono niente rispetto all’intensa emozione che abbiamo vissuto. E’ bello fermarsi a guardare quelle ferite, ricordarsi la loro provenienza, quanto sia valsa la pena di procurarsele; e io ho la fortuna di poter dire che, almeno una volta nella mia vita, ho vissuto una storia d’amore travolgente, che lascerà per sempre dei segni indelebili in me e che influenzerà tutto il mio futuro.

E se anche questi segni solcano il mio volto e mi capiterà di vederli ogni giorno guardandomi allo specchio, che importa? Ne è valsa la pena fino all’ultimo minuto e quando un altro amore investirà la mia vita non potrò che godermi lo schianto attimo dopo attimo, lasciandomi trascinare via, fino a quando l’energia dell’impatto non sarà di nuovo esaurita e io mi ritroverò di nuovo ferito e sorridente, sdraiato in mezzo alla strada.

Grazie G., senza di te non sarei tornato ad essere me stesso.

Si ricomincia – Prima seduta di terapia strategica

novembre 21, 2011

Quest’estate ho iniziato a pensare che fosse il caso di tornare in terapia ed affrontare di nuovo il problema del panico. Questa volta ho deciso di seguire tutte le tappe “standard”: eliminare il dubbio che i miei fastidi cardiaci siano dovuti a disfunzioni fisiche (e quindi ho fatto tutta una serie di test ed analisi sotto il controllo di una cardiologa), iniziare una terapia farmacologica che mi permettesse di gestire meglio l’ansia al suo insorgere e infine ricominciare una vera e propria terapia. Ho impiegato mesi per lottare contro le mie resistenze, anche se la voglia di ricominciare a vivere era TANTA anche grazie al fatto che stavo vivendo quella che si è rivelata la più bella relazione della mia vita. Il problema fondamentale era trovare un terapeuta affidabile. Per questo ho inizialmente chiesto aiuto al neurologo che segue la terapia farmacologica, nella speranza che lui conoscesse persone fidate ed esperte nella terapia del panico. Alla fine il neurologo ha tergiversato troppo, la relazione è finita, la mia voglia di cambiare è aumentata a dismisura ed ho deciso di buttarmi. Vivendo in una zona periferica, nei dintorni non ho molti terapeuti noti e quelli con cui ho avuto a che fare sono stati per lo più una perdita di tempo, almeno rispetto al problema del panico. Quando la relazione era ancora in piedi avevo pensato di cercare un terapeuta in una zona che G. avrebbe frequentato molto spesso, sia perché era lontana da casa (e quindi sarebbe stata una sfida raggiungere il terapeuta), sia perché così avrei avuto più occasioni per vedermi con G. Nonostante le cose con G. non siano purtroppo andate come speravo mi sono imposto di non tornare sui miei passi e così ho optato per un terapeuta “lontano”. Per raggiungere il suo studio mi toccano 40 minuti di treno (nella migliore delle ipotesi) e mi tocca sopportare lo “shock” di passare dal mio silenzioso ed isolato ambiente domestico al caos del pieno centro di Roma. Non so bene dove io abbia trovato le energie questa volta ma nonostante una paura enorme di prendere il treno e di finire a Roma mi sono detto che piuttosto che morire aspettando che qualcosa cambi da sé sarebbe stato meglio morire cercando di raggiungere un obiettivo!

La prima seduta è stata baciata dalla fortuna! Infatti per una serie di coincidenze il treno non era l’opzione migliore e quindi sono arrivato a Roma in macchina e in compagnia rassicurante e per pura coincidenza il parcheggio era a pochi metri dallo studio del terapeuta! Le prime impressioni sul terapeuta non sono state magnifiche. E’ molto pieno di sé (pur essendo praticamente “un ragazzino”) e l’approccio strategico è TOTALMENTE differente da tutto ciò che avevo provato in precedenza. Di buono c’è però che l’approccio è molto pragmatico e non si perde tempo in chiacchiere! Per ora ho deciso di dare una chance al terapeuta. Tanto più che la terapia strategica tende ad essere molto breve, quindi se i risultati non si fanno vedere entro pochi mesi posso sempre percorrere la via della più classica “cognitivo-comportamentale”.

Tenete le dita incrociate!

Ulisse è salpato.

ottobre 27, 2011

Dopotutto Itaca è troppo piccola per un grande viaggiatore come Ulisse. Non solo Penelope ma persino le pietre lo ricorderanno e mai dimenticheranno di come egli fu in grado di scacciare i Proci e di riportare l’ordine sulla piccola isola.

Ma trattenere un avventuriero equivale ad ucciderlo e la morte nel cuore che Penelope prova mentre rilascia dal suo stretto abbraccio l’uomo che ha illuminato la sua vita vedendolo allontanarsi verso il mare aperto non sarà mai nulla in confronto al sentimento che potrebbe provare sapendo di privare il suo amato della libertà. L’imbarcazione è già all’orizzonte, lontana, fredda e Penelope si chiede se nel suo peregrinare Ulisse non decida un giorno di sostare ancora presso Itaca e incrociare di nuovo lo sguardo di colei che fu e forse sarà la persona che più lo amò fra tutte.

Nel frattempo, dismesso il telaio, Penelope si dedicherà all’isola che fu testimone del loro amore ed imparerà a governarla e la renderà splendente affinché la feccia dei mari sia atterrita dalla sua bellezza e solo prodi navigatori come l’Odisseo abbiano il coraggio di calare le ancore nel porto della petrosa Itaca.

Alive again!

marzo 27, 2011

Un po’ come il pianoforte che nessuno suonava da troppo tempo.

C’è qualcosa in questi giorni che torna a vivere. Sarà la primavera, sarà il sole finalmente caldo ma la primavera da sola non basta. Quella dello scorso anno non fu certo altrettanto capace di smuovermi. E quella di due anni fa altro non fu che il preludio ad uno squallido addio.

L’uomo giusto al momento giusto? Forse. Lo scopriremo. Intanto c’è che diventa sempre più grande questo sentimento. Non so dove mi porterà ma sento che sarà qualcosa di meraviglioso, qualcosa di vero dopo anni di bugie. Paura? Molta. Non essere all’altezza, i miei limiti, le mie insicurezze, la sua giovinezza che tutto può trasformare con crudele leggerezza. Ma ad ascoltare la paura non si vive, non ci si perde in quei due occhi luminosi, in quel sorriso che scioglie. Sento che vale la pena di rischiare e di lasciare i freni che mi sono imposto.

Sia quel che deve essere, di me, di lui e magari forse di noi, persino la sofferenza è preferibile all’apatìa che mi ha dominato fino a poco tempo fa.

Protetto: Di quanto è successo la scorsa settimana.

settembre 5, 2006

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Quando sto bene

agosto 22, 2006

Quando sto bene non è come per voi.
E’ molto, molto meglio.
Sono a casa, non importa cosa questo termine significhi, quale edificio indichi.
E voi siete lì con me.

Ed è bello parlare, ma non imbarazza il silenzio.

Ed è bello giocare, ed alternarvi la serietà.

Non importa dove: io voglio stare bene. La mia casa sono io, e voglio voi come inqulini 🙂

Emozioni in movimento

maggio 16, 2006

Quello che sta succedendo è strano, non mi fa stare bene ma mi piace. Ha il sapore dei ricordi d'infanzia, colori sbiaditi che pian piano tornano brillanti. Il periodo non è facile ci sono ancora troppi freni, troppe paure ma al contempo ci sono molte emozioni che ogni tanto s'affacciano, anche solo per ricordarmi che esistono.
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