Murphy e le trasmissioni di dati.

Se l’ADSL non funziona, anche la connessione dati del cellulare avrà problemi e non si potrà chiamare l’assistenza tecnica perché il telefono si romperà. Questa è la legge di Murphy che mi sento di aggiungere alla liste di quelle preesistenti, dopo quanto mi è successo ieri…

Esco la mattina per andare dal dottore, quando torno a casa non riesco ad aprire il cancello d’ingresso. Cercando di capire perché scopro che qualcuno ha fatto manovra nell’invito di casa nostra ed ha dato una botta al cancello facendolo uscire dal proprio binario. Prendo il cric dalla macchina, lo metto a fatica nel sottile spazio fra il cancello ed il terreno e miracolosamente riesco a sollevare il cancello e infine a tirarlo verso il binario. Entro finalmente in casa e trovo mia madre nel panico perché doveva assolutamente spedire delle email e la connessione (che ultimamente ha funzionato abbastanza bene) è sparita. Cerco di capire se c’è qualche problema col cavo ma è tutto a posto, allora le dico di non preoccuparsi perché col mio cellulare posso offrirle connessione wireless ad internet sufficiente per le sue email. Questo perché ho attivato un’opzione che mi consente di spedire/ricevere 50 mega di dati ogni giorno, al costo di 10 euro al mese. Lancio il programma che “trasforma” il cellulare in un modem ma il programma va in tilt e si chiude. Resetto il cellulare, reinstallo il programma, adesso funziona. Ma appena riaccendo il cellulare ricevo un messaggio della TIM. Il mio credito, che pochi giorni fa era di 30 euro, sta per terminare. Scopro che l’opzione che pago 10 euro al mese è stata disattivata la notte del 6 settembre. Bene, niente panico, ho perso un sacco di soldi navigando a costi esorbitanti senza che nessuno m’avesse avvisato ma non c’è tempo per lamentarsi: penso di fare una ricarica così da potermi connettere di nuovo. Corro all’edicola per fare una ricarica ma l’edicolante ha appena chiuso quando arrivo. Faccio un’altra corsa in un bar ad un paio di km da casa e lì una gentile signora mi comunica che loro non vendono ricariche ma che c’è un bar di Castel Gandolfo dove forse posso fare una ricarica online. Torno di corsa a casa, prendo la macchina, corro al bar e finalmente faccio la mia ricarica di 30 euro. Chiamo l’assistenza clienti di TIM per chiedere come ripristinare l’opzione per navigare in internet e mi dicono che per il momento è sospesa e che si riattiverà dopo 24 ore dalla ricarica. Insomma, fatica sprecata. Nel frattempo mamma mi aveva chiesto di ricaricare anche il suo cellulare ma visto che avevo resettato il mio non avevo più il suo numero in rubrica. Poco male, la rubrica del mio cellulare si autosincronizza con quella di Gmail e mi dico che trattandosi di pochi numeri e di pochi dati posso permettermi di connettermi per sincronizzarla ed eseguire la ricarica. Scopro, una volta tornato a casa, che quei 40 secondi di connessione mi sono costati SETTE euro! A questo punto cedo alla forza degli eventi e decido che non voglio sentir parlare di connessione per il resto della giornata. Connessione che nel tardo pomeriggio torna a funzionare.

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