Vaffanculo Night

Quello di questa notte è stato un tuffo nella memoria della mia rabbia.

Sono tornato con Anna alla mia vecchia casa, per portarmi via i ricordi che ancora erano lì, nella speranza che nessuno di quegli stronzi li avesse toccati.

Sono tornato per riprendermi quello che quelle bestie senz’anima m’hanno portato via.

Arriviamo al cancello principale del condominio. Tutto è trasandato. L’aspetto è quello di un cantiere, ma era CASA MIA un tempo: il cuore piange. Spingo a mano ilcancello scorrevole e faccio per entrare ma mentre entro noto una macchina venirmi incontro. Dentro tre o quattro ragazzi in “divisa”. I guardiani del condominio. Si fermano vicino a me, abbassano il finestrino ed esordiscono con un “dica?”. “DICA”, come se io fossi un estraneo in cerca di informazioni. DICA come se loro conoscessero quel condominio meglio di me.

Fa malissimo sentirsi estraneo in casa.

Con una scusa mi faccio accompagnare fino a quella che, fino al 2005, era la mia casa. Anna ci segue con una specie di pullmino. Comincio  a girare per il giardino. Comincio a raccontare la verità a quei ragazzi. La mia storia, le promesse, più di vent’anni di mutuo-affitto versati allo IOR, le bugie, le minacce, lo sfratto. Mi segue soprattutto una ragazza. Mi segue per controllarmi.  Vuole capire dove voglio andare a parare, ma non mi ascolta molto. Pensa che mi stia inventando tutto, non le piaccio.

Poi la porto nel giardino di fronte alla cucina, le indico il punto in cui abbiamo  seppellito Sunny. Scoppio a piangere e lei comincia a capire che non sto raccontando balle, ma che per quanto possa sembrare assurdo, orrendo, vergognoso…quello che le racconto è quello che ho vissuto, quello che ho subito.

Piange anche lei, si incazza più di me e cambia atteggiamento e spiega  ai suoi colleghi la situazione reale. S’arrabbiano più di me perché stanno lavorando una bestia che li ha pure presi in giro raccontandogli balle sui precedenti inquilini. Faccio vedere a tutti le piante del giardino, racconto loro la storia di ogni albero da frutto, dei bulbi, e della vita che animava quel giardino e quella casa prima che un cuore nero la falciasse.

Entriamo in casa, vado nella stanza di mio padre e raccolgo ricordi. Fotografie soprattutto. E fiori. Fogli di carta…memorie. Man mano che recupero queste memorie le porto in una specie di autobus.

Ad un certo punto da una stanza sbuca fuori Tartaglia con una puttanella pesantemente truccata. Lui indossa un accappatoio ed è molto scocciato di vedermi lì e soprattutto di sapere che i suoi “dipendenti” (i ragazzi) sanno la verità. Tartaglia capisce subito che mi sto riappropriando dei miei ricordi e la cosa non gli va a genio. E’ tutto SUO ormai. Urla ad uno scagnozzo di montare sull’autobus e far perdere le sue tracce. Io gli corro dietro ma l’autobus va troppo veloce. Mi raggiunge mia madre in macchina, monto sull’auto, corriamo per la città all’inseguimento di quest’autobus e nel frattempo sale la rabbia e la consapevolezza che probabilmente quei ricordi sono andati distrutti per sempre.

Mi sveglio. Fanculo Night. Fanculo Tartaglia, Fanculo Barlesi, Fanculo Liuzzo, Fanculo promesse dello IOR, Fanculo Vaticano, Fanculo a tutti quelli che hanno fatto finta di non vedere, a tutti quelli che ci hanno mangiato sopra, a tutti quelli che hanno rovinato le nostre vite. Fanculo di cuore. Nero.

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Una Risposta to “Vaffanculo Night”

  1. Fabio Says:

    un abbraccio e tutta la mia solidarietà 🙂

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