Archive for maggio 2008

Discariche ed inceneritori: non in casa mia!

maggio 29, 2008

Oggi, rileggendo un libro di Domenico De Simone, acquistato nel 2003 ed intitolato UN’ALTRA MONETA sono incappato in una frase azzeccatissima per le più recenti vicende nostrane:

[…] è venuto fuori il “problema dell’inceneritore“, uno di quei problemi che gli americani definiscono NIMG questions, acronimo di Not In My Garden, per indicare il limite che l’interesse pubblico deve avere nell’intromettersi nelle faccende private.

Il problema è questo. In una comunità sorge il problema di costruire un inceneritore per smaltire i rifiuti. Si sa che gli inceneritori puzzano, soprattutto se ci si trova sotto vento, e che sono un po’ rumorosi, anche per effetto del via vai di camion che scaricano i rifiuti da smaltire. Nella comunità non c’è uno spazio sufficientemente lontano dalle abitazioni ed è giocoforza che il depuratore sia costruito nei pressi di un gruppo di case. La scelta ricade su una certa area i cui abitanti non ne sono, ovviamente, contenti.

Come affrontano il problema i diversi regimi e come affrontare il problema in una FAZ?

Un regime autoritario decide e basta che il depuratore vada in un certo posto. Eviterà di piazzarlo nei pressi del quartiere dove sa di avere il massimo consenso, e ovviamente non lo metterà nel giardino del dittatore o in quello dei membri del regime. Chi protesta viene denunciato e al limite arrestato per attività sovversive antinazionali e contrarie all’interesse pubblico.

[…]

Il testo continua con altre ipotesi interessanti, ma è spaventoso come questa descrizione si adatti come un guanto alla situazione attuale.

TIM e Il mistero del debito sulle prepagate.

maggio 20, 2008

Recentemente m’è capitato un fatto davvero curioso: ho scoperto che le schede prepagate dei cellulari possono generare debito!

Anni fa, quando le prepagate furono messe in commercio, ritenni che fossero un’ottima alternativa ai contratti. Il concetto basilare della PREpagata è che PRIMA di poter effettuare una chiamata, l’utente è tenuto a versare una certa quota al gestore di telefonia mobile e in cambio di quella quota il gestore si impegna a fornire servizi equivalenti. A differenza dell’abbonamento, la prepagata ha un grande pregio per chi non coltiva gli euro nell’orto di casa: l’utente sa quanto potrà spendere prima ancora di chiamare. Se l’utente ricarica di 10 euro potrà spendere al massimo 10 euro, dopodiché le conversazioni verranno terminate e l’utente sarà costretto a ricaricare…o a farsi richiamare!

E invece no!

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