Provaci ancora, Justin!

Stamattina sveglia alle 5.40. Spremuta d’arancia, un paio di biscotti ed un the rosso per colazione. Controllo la mia TTL (Today To do List), aggiungo un paio di altre cose da fare. ce la posso fare. Accompagno mia madre al treno e torno spedito a casa. Accendo la radio, doccia veloce, chiavi, cellulare, lettore mp3 e sono fuori, con la ferma intenzione di riprendere i miei allenamenti dopo un periodo troppo sedentario.

Fa freddino, ma il tempo è bello, presto sorgerà il sole e immagino già che dovrò togliermi il maglione che indosso. Mentre raggiungo il luogo in cui ho deciso di allenarmi guardo gli alberi dalle foglie gialle; quancuno ha acceso il camino, c’è odore di legna bruciata, molto aromatico fra l’altro, sarà stato un albero ricco di resina? Per terra le pozzanghere testimoniano la pioggia che è caduta fino a un’oretta fa, riflettendo lampioni, ringhiere, siepi e nuvole.

I do.

Arrivo alla spiaggia. Mi volto e vedo un nuvolone grigio e carico che ha coperto esattamente il tratto di cielo sopra la mia testa…e che ha intenzione di coprire anche il resto! Non cercare scuse, Michele. Comincia a tirare un bel vento. Vedrai che adesso passa, non farti intimidire. Inizio con un po’ di respirazioni e poi i Sab Pa Lou Han (o Shi Ba Lou Han). Comincia a piovere. Non sarà qualche goccia a condizionarti? Stai solo cercando una scusa per mollare! Ormai la pioggia è scrosciante, il maglione zuppo ed io mi metto a praticare la Lu Beijing Yang (credo che si trascriva così quella che in italiano chiamiamo Forma Breve di Taijiquan). Le mani fanno male per il freddo. Le sento gonfie. Stranamente però tutto il resto, nonostante il mio recente periodo di inattività, regge bene: le gambe sono leggere e mi muovo in maniera fluida. Finisco la forma e decido di accettare il messaggio del cielo e di tornarmene a casa, anche se non sono felice di ciò. Comincio a correre. Dopo 5 minuti di corsa neanche troppo spinta decido che posso anche camminare! Stavolta c’è musica ritmata nelle mie orecchie. Mentre cammino cerco di immaginare che aspetto io possa avere. Un ragazzo che sotto la pioggia scrosciante cammina sicuro sulla strada, accompagnato dal vento che fa cadere le foglie gialle dagli alberi. I capelli bagnati, gli occhi azzurri…mi piace pensarmi come una specie di Justin Timberlake. Lui fa un gran figurone con l’acqua che gli scorre sul viso.

Probabilmente, invece, sembro più Calimero! 😀

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