Per 5 minuti…

Ieri ero carico. Arrabbiato con me stesso e con la larva che sono diventato. Desideroso di dimostrare agli amici e a chi mi vuole bene che ho tutte le carte in regola per tornare a galla. Ho pianto, ho singhiozzato…non lo facevo da tempo. Oggi mi sono svegliato presto e non mi sono concesso tempo per bighellonare. Mi sono dedicato alle cose belle e alle “fatiche” quotidiane ma in ogni momento della giornata il mio pensiero andava lì, si focalizzava sullo stesso obiettivo: “Michele, tu oggi prenderai quel treno”.

Mi sono preparato tutto l’occorrente. Con me un libro importante, qualora avessi avuto bisogno di ricordarmi l’indimenticabile. E musica. Ho appositamente riempito il lettore mp3. Ci entrano più di due ore di musica dentro…due ore sono più che sufficienti per tenere occupata e felice la mia mente durante i miei viaggi a breve termine. E il cellulare, per condividere ‘sta grande esperienza.

Complice anche Paolo, ero riuscito ad organizzare quello che sembrava un crimine perfetto, quella che credevo essere una prova adeguata, in equilibrio fra “quello che è troppo facile da fare” e “quello che non sono ancora pronto ad affrontare”.

E invece no.

Già in macchina, sentivo arrivare quella sensazione di stordimento. Poi il traffico, e l’incidente sfiorato…probabilmente in quei momenti qualsiasi cosa, anche bella, contribuisce ad aumentare l’ansia.

Arrivato sotto casa di Paolo il mio telefono squilla. E’ lui. Gli dico che sono proprio sotto casa sua. Appena mi vede dice che “sembra che io abbia la faccia di chi è stato beccato con le mani nel barattolo di marmellata”…ancora non dico nulla, ma so che è la faccia di chi si vergogna ma ha già deciso che non ce la farà.

Non è andata e adesso mi sento una merda. Sia per aver coinvolto Paolo in un nulla di fatto, sia perché pensavo davvero di farcela. Saranno cinque minuti di treno…ci vuole più tempo per raggiungere la stazione. Mi vergogno di me stesso. La cosa però non è del tutto negativa. Se non avessi fatto questo pessimo e fallimentare tentativo, chissà quando mi sarei accorto dello schifo a cui sono arrivato?

“ritenta, sarai più fortunato”, come quando scartavo le gomme da masticare e nella carta c’era scritto se avevi vinto un’altra gommina oppure no.

E io ritenterò. Domani. Forse fallirò di nuovo…forse no. Ekkekkazzo…ad un certo punto riuscirò pure nell’intento! Non ci vuole una laurea per prendere un fottuto treno.

Bastardo…

Spero che il post di domani sia di tutt’altro registro…anche se, qualora riuscissi nell’intento, non credo che esulterei più di tanto. Una volta non basta, e cmq salire su un treno non è certo cosa di cui andar fieri.

Merda…non mi spiego perché io debba alzare tanta polvere per due briciole di vita. Quando sento che dentro sono pieno di carte da giocare…

…se solo mi decidessi a scoprirle.

Quello che noto, e che mi piace, è che sto piangendo di nuovo. E questo vuol dire che c’è qualcosa di grosso che si muove. E in questo cuoraccio che mi ritrovo erano un paio d’anni che non si muoveva nulla.

Being Human again?

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14 Risposte to “Per 5 minuti…”

  1. MadMark Says:

    Ricorda il mio motto “un passo alla volta”… oggi non hai preso il treno, ma ci sei andato con l’intento di farlo.. se domani non dovessi farcela, non fa niente.. l’importanza è che tu abbia deciso di farlo.. in profondità.. dentro di te.

  2. Terekkyju Says:

    Tesoro mio grande…
    Primo, come ti ho sempre detto, tu sei una persona a 360 gradi: vogliamo parlare di quante carte hai da giocare?????
    No, è vero, non ci vuole una laurea per prendere un treno: ci vuole coraggio. Non sempre, ma nel tuo caso sì e, come hai giustamente sottolineato tu, qualcosa di grosso si muove e magari è proprio coraggio quello che senti pulsare. Se smetti di fare come Matteo e di adottare la faccia della vergogna, quella di chi ha già deciso che non ce la farà, credo che ci siano già tutti gli ingredienti perché tu quel treno lo prenda. Saranno cinque minuti di treno pieni di molte cose, cinque minuti che ti porteranno lontanissimo. La vergogna è solo un modo di accettare la sconfitta: tu, piuttosto, sei nato per camminare a testa alta.
    Come scrive Paulo Coehlo (ma come si scrive????): ” Se proprio devo cadere, che sia almeno da un punto molto alto”.
    Questa non è una vera e propria lettera, ma viaggia come te…con tutto l’amore del mondo.

  3. Paolo Says:

    Parlando di cose gravi per davvero, non hai parlato della mia pastiera.

    Potrei sentirmi offeso :DDDDDDDD

  4. Racchio Says:

    Beh, è OVVIO che io non voglia che si sappia in giro che tu sai preparare una pastiera squisita! Sono assolutamente a favore della condivisione del sapere in campo informatico, scientifico, culturale…ma MAI spargere la voce su un posto dove si mangia bene!! 😀

    Cmq ormai ti sei fregato da solo…tu sai che in giornata ti chiamerà Teresa che guarda caso MUORE dalla voglia di instaurare una profonda amicizia con te? 😀

  5. Terekkyju Says:

    Paolo carissimo…..

  6. Paolo Says:

    Mi sento come al centro di amicizie interessate 😀

  7. Racchio Says:

    Davvero non capisco da dove nascano certe tue illazioni, Paolo…

    E’ da tanto tempo che Teresa vuole conoscerti, solo che se n’è ricordata ora, e allora? Mia madre nel frattempo sta pensando che quando ristruttureremo la casa grande dobbiamo pensare ad una stanza per gli ospiti e ad una stanza per Paolo…chissà che avrà voluto dire…

    🙂

    Ah, stasera riprovo…col treno, I mean. Ma nell’altra direzione. Che tanto devo andare ad Albano per fare un po’ di spese.

  8. Paolo Says:

    Tua madre e Teresa sono due donne di straordinario buon gusto.

  9. MadMark Says:

    ..chi ha detto Pastiera?! 😀

  10. chiara Says:

    leggere questo post mi ha ghiacciata. Stesso identi problema. Stesso senso del fallimento quando arrivo alla stazione e poi chiamo un taxi, stessissime cose.

  11. Terekkyju Says:

    Straordinario buon gusto, confermo… soprattutto in campo alimentare! A buon intenditor…
    😉

  12. Terekkyju Says:

    Ah Chiara… Ci vuole un po’ di coraggio, ma si può fare tutto. Hai visto Michele com’è bravo? Non ti demoralizzare, stringi i denti.

  13. Max Says:

    Michele…non capisco cosa ti manchi…purtroppo nella vita ad un certo punto bisogna tirare fuori unghie e denti e lottare…a te non manca nulla, te lo assicuro

    Max

  14. gabriela Says:

    ciao mi chiamo gabriela e mi piacerebbe moltisimo imparare meglio il italiano ma cuí in messico non cé nesunno con chi io possa parlare…credi che puoi parlare con loro??

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