Ah villanzone! Si metta in fila!

Questa mattina è stata dedicata alle code. Alle 7:30 ero alla posta, verso le 8 ero dal dottore. (che apre alle 10, ma se non ti metti in fila alle 8 puoi scordarti di uscirne prima di pranzo).


Ok, figo. Alle 7:30 alla posta non c’è molta gente. Ci saranno 8/9 persone prima di me. E visto che l’ufficio è un buco, io aspetto fuori, proprio accanto alla porta, assieme ad altri due anziani signori. Dopo una decina di minuti arriva Lei! Bellissima donna over 60, dalle proporzioni di un comodino e col bel capello arricciato (sono le 7:30…ti sei svegliata alle 4 per farti cosi’ bella?). Chiamatelo sesto senso, intuito, esperienza…come volete, ma appena la vedo entrare io capisco. So che ella ha deciso di scavalcarmi.

Cmq…entro anche io e mi metto in attesa. In effetti però lo sportello al quale devo rivolgermi non è occupato. Io comunque non m’azzardo a fare un passo, finché entra una signora e chiede se c’è qualcuno in fila per quello sportello. Io le rispondo che sono in fila, ma che non sono il primo, e volgo lo sguardo verso altre persone che ho trovato al mio arrivo. Al che sia alcuni dei signori, che la signorina delle poste mi spiegano che sono TUTTI in fila per ritirare la pensione e che sono io il primo della fila. Ottimo, sorrido e vado allo sportello. Mentre la gentile signorina dietro al vetro manda avanti le mie “pratiche”, miss comodino si risveglia dal coma e decide di fare una figuraccia. Comincia a borbottare che “QUEL SIGNORE” le è passato avanti. Poiché usa il termine “signore” non le do tanto retta, ma poi sento che la discussione si fa accesa e sento la voce del comodino avvicinarsi al mio orecchio. Mi giro e vedo che mi fissa. Fissa “QUEL SIGNORE”. La guardo per qualche secondo, mentre ripete che io non ho manco chiesto il permesso e blatera non so cosa. Vedo gli altri presenti sorridere, cercare sommessamente di placarla. Quando la signorina allo sportello ha finito, rimetto insieme le mie carte e mentre il comò dagli argentei capelli ricomincia la blocco sul nascere e con un serafico sorriso le dico con il tono deciso che si usa quando si sgrida un cane:

No.
Sono arrivato molto prima di lei. Possono testimoniare Tizio e Caio (che indico e che confermano)

E mentre la sento ripetere la sillaba “ma” un po’ di volte, me ne vado augurando una buona giornata a tutti!

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Una Risposta to “Ah villanzone! Si metta in fila!”

  1. Terekkyju Says:

    Così si fa…. bravo!!!!
    Mh.
    🙂

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